Ogni tanto, direi quasi ad ogni lezione sono io a fare qualche domanda ai miei allievi

Ogni tanto, direi quasi ad ogni lezione sono io a fare qualche domanda ai miei allievi

“Ragazzi come vi sentite? Come state dormendo? Vi sentite riposati? Avete dolori? Cosa state mangiando?”

Certamente le risposte non sono mai tutte uguali, ma quando sento qualche risposta negativa è come se si accendesse la luce gialla del semaforo, perché siamo in una zona pericolosa e si deve intervenire subito.

Il rischio è l’OVERTRAINING o Sindrome da Sovrallenamento.

Abbiamo visto nei post precedenti che per produrre degli ADATTAMENTI cronici, dobbiamo sottoporre il nostro fisico ad uno stress (ROTTURA DELL’OMEOSTASI), che deve essere ben calcolato (Principio del Sovraccarico), perché se troppo leggero non produrrà effetti, se invece troppo pesante potrebbe causare un infortunio.

Se il carico di lavoro è ben distribuito, dopo lo stress dell’allenamento saremo in grado di recuperare (COMPENSAZIONE) ed eventualmente anche di ottenere i miglioramenti o ADATTAMENTI desiderati (SUPERCOMPENSAZIONE).

Ma se non rispettassimo i giusti tempi di recupero, potremmo imbatterci nella Sindrome da Sovrallenamento, che potrebbe mettere a rischio la stagione agonistica, come?

Il Sovrallenamento ci espone a:

– Infezioni e disturbi gastrointestinali;
– Infortuni da sovraccarico;
– Disturbi del sonno;
– Perdita di peso;
– Calo della prestazione sportiva;
– Affaticamento, dolori;
– Depressione;
– Scompensi a livello ematico;
– Diminuzione del testosterone.

Il punto principale è che l’atleta è a rischio, ma come possiamo intervenire?

Esistono le misure passive come fisioterapia, elettrostimolazione e agopuntura, e quelle attive come lavoro aerobico leggero, allungamento muscolare, massaggio defaticante, integrazione di liquidi e dieta controllata.

Non ultimo il fattore psicologico, il clima che si crea nel gruppo, con l’insegnante e tra i compagni, deve essere sano e mirare a ristabilire l’equilibrio dell’atleta.

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dino administrator

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