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Archivio mensile Maggio 2019

DiMaster Dino Denei

LA PIANIFICAZIONE SPORTIVA

La PIANIFICAZIONE dell’allenamento sportivo vi permetterà di lavorare con varietà sul piano atletico e tecnico, rendendo le singole lezioni più accattivanti, interessanti, mai noiose e ripetitive.

Ora che sai quale è lo scopo della PIANIFICAZIONE sportiva, decidi se continuare o meno a leggere l’articolo.

All’inizio della mia carriera come insegnante preparavo le lezioni giorno per giorno, una sorta di programmazione della singola lezione, nella quale mi appuntavo gli esercizi da proporre.

Con l’esperienza non ho più avvertito l’esigenza di programmare le lezioni, e oggi sono sicuro di aver commesso un errore gravissimo.

La PIANIFICAZIONE dell’allenamento è un fondamento dell’attività sportiva, non deve riguardare solo la singola seduta di allenamento, ma sarebbe opportuno pianificare l’intera stagione sportivo-agnonistica.

Posto un OBIETTIVO (PSICOMOTORIO, COGNITIVO, AFFETTIVO, TECNICO)

Si dovranno stabilire i CONTENUTI (o esercizi) che ci porteranno a raggiungere l’Obiettivo predefinito, partendo da esercizi generali, per poi passare a quelli specifici e approdare agli esercizi di gara o prestazione.

I Contenuti si svilupperanno attraverso i METODI ovvero procedure Pianificate che ci condurranno agli Obiettivi preposti.

Infine saranno i MEZZI a realizzare i Contenuti stabiliti, possono essere di tipo Organizzativo, Attrezzi, di tipo Informativo (verbale, visivo e cinestesico).

La Programmazione dell’allenamento sportivo vi permetterà di lavorare con varietà sul piano atletico e tecnico, rendendo le singole lezioni più accattivanti, interessanti, mai noiose e ripetitive.

Ora che sai quale è lo scopo della programmazione sportiva, decidi se continuare o meno a leggere l’articolo.

All’inizio della mia carriera come insegnante preparavo le lezioni giorno per giorno, una sorta di programmazione della singola lezione, nella quale mi appuntavo gli esercizi da proporre.

Con l’esperienza non ho più avvertito l’esigenza di programmare le lezioni, e oggi sono sicuro di aver commesso un errore gravissimo.

La Programmazione dell’allenamento è un fondamento dell’attività sportiva, non deve riguardare solo la singola seduta di allenamento, ma sarebbe opportuno programmare l’intera stagione sportivo-agnonistica.

Posto un OBIETTIVO (PSICOMOTORIO, COGNITIVO, AFFETTIVO, TECNICO)

Si dovranno stabilire i CONTENUTI (o esercizi) che ci porteranno a raggiungere l’Obiettivo predefinito, partendo da esercizi generali, per poi passare a quelli specifici e approdare agli esercizi di gara o prestazione.

I Contenuti si svilupperanno attraverso i METODI ovvero procedure Pianificate che ci condurranno agli Obiettivi preposti.

Infine saranno i MEZZI a realizzare i Contenuti stabiliti, possono essere di tipo Organizzativo, Attrezzi, di tipo Informativo (verbale, visivo e cinestesico).

DiMaster Dino Denei

L’ESPERIENZA DELLA PRATICA – MARCO C.

Capita a tutti che le cose non vadano lisce come l’olio, ci sono sempre eventi che ci distraggono da obiettivi che ci prefiggiamo. Potrebbe essere il lavoro, piuttosto che lo studio o la famiglia.

A volte non siamo nemmeno noi a decidere, ma le decisioni degli altri ad influenzare la nostra vita, a condizionarla o a caratterizzarla.

Il tempo passa, porta con se le opportunità, e se ci passano davanti e non siamo pronti a coglierle restiamo lì, a guardarle allontanarsi, e magari ad aspettare, se ci saranno, le prossime.

Per Marco è stato così, tra un periodo di pausa e l’altro, tra un problemino è l’altro, frequenta la nostra palestra da 11 anni, ha iniziato piccolissimo, forse tra i primi iscritti, ha visto amici e compagni di corso superarlo di grado, ma lui è sempre lì, si allena quanto può, ogni tanto riesce a prendersi qualche soddisfazione, gioisce per gli altri, felice di far parte di questo mondo.

Oggi ha 18 anni, ma per noi è sempre Marcolino.

“Posso dire che il mio rapporto con la palestra, e in generale con il Taekwon-do, è stato molto particolare.

Ho conosciuto infatti questa arte marziale per caso, quando ho iniziato a praticare ero un bambino di 7 anni con tanti problemi e pochi sogni.

La prima persona che mi si è presentata davanti è stata Anastasia, persona speciale.

Avevo praticato molti sport prima d’ora, molti dei quali di squadra, ma paradossalmente nessuno mi aveva mai fatto legare con i miei compagni quanto lo avesse fatto questa arte marziale.

Nel mio percorso ho conosciuto molte persone, molte delle quale sono diventati amici, altri in veri e propri punti di riferimento nella mia vita, con i quali ho condiviso tante esperienze che tutt’oggi mi porto dentro.

Devo molto anche a Master Dino, non solo per essere stato sempre il primo a dare l’esempio a tutti noi, dedicando anima e corpo al Taekwon-do, ma anche perché ci ha insegnato in modo egregio tutti i valori di questa arte marziale, perché ci ha sempre seguito facendo attenzione ad ogni nostro problema, perché per lui non siamo solo degli allievi, ma dei germogli che un domani diventeranno delle imponenti querce.

Ora ho 18 anni, e capisco che se sono fatto in un certo modo lo devo anche a quelli che sono i miei maestri passati e presenti:

Come ho già detto, Master Dino è la prima persona a cui sono riconoscente per tutto ciò che fa per noi.

Un ringraziamento speciale va anche ad Anastasia, che come maestro mi ha visto crescere e trascorrere la mia infanzia piuttosto travagliata, ed oggi come compagna di allenamento sta vedendo scorrere la mia adolescenza. Anastasia non è solo una maestra, ma anche una seconda mamma, una persona per la quale gioisco ad ogni suo risultato, come se fosse stato raggiunto anche da me. Una persona che tutt’oggi mi infonde forza soltanto guardandola e mi ricorda da dove ho iniziato.

Penso che sia doveroso per me parlare anche dei miei compagni di allenamento, molti dei quali ho visto iniziare da bambini, più piccoli di me, come Marco, Karim e Michelangelo, e che hanno finito per superarmi, e sono davvero contento, perché noi ci alleniamo tutti insieme duramente non solo per noi, come ci insegna il Master, ma anche per coinvolgere e far migliorare gli altri.

Un ringraziamento anche a chi in passato mi ha sostenuto, come il caro maestro Alessandro, con il quale ho legato tantissimo, mi ha sempre saputo capire, e il suo ricordo lo porto ancora con me.”

DiMaster Dino Denei

LA TECNICA PIÙ VERSATILE

Le tecniche di gamba (cha-gi), possono essere effettuate a varie altezze.

Un calcio diretto, ad esempio, si potrà effettuare dall’altezza della caviglia sino al viso, con la stessa tecnica, variandone solo l’altezza, e la posizione dell’avversario rispetto a chi esegue la tecnica resterà invariata.

Esiste tuttavia un calcio che in riferimento all’altezza della tecnica cambia sia l’esecuzione, sia la posizione dell’avversario.

Il Bituro chagi può essere eseguito

– basso: pertanto l’avversario sarà di fronte a chi esegue la tecnica (la gamba che calcia sarà piegata);

– medio: l’avversario sarà al lato di chi esegue la tecnica (la gamba che calcia sarà semiflessa);

– alto: l’avversario sarà alle spalle di chi esegue la tecnica (la gamba che calcia sarà distesa).

DiMaster Dino Denei

DEFINIZIONE DEI TIPI DI MOVIMENTO DEL TAEKWON-DO

Nel Taekwon-Do esistono diversi tipi di movimento.

Durante un esame di passaggio di cintura, si potrebbe chiedere di dimostrare di conoscere ed eseguire un movimento, ma se vi chiedessero di definire un movimento, cosa direste?

Ogni movimento è caratterizzato da un movimento ad onda (o molleggio), una o più tecniche, una o più espirazioni, pertanto è possibile definirli:

Normale (1 molleggio, 1 tecnica, 1 espirazione secca)

Continuato (1 molleggio, 2 tecniche,  1 espirazione lunga)

Veloce (1 molleggio privo di fase di discesa, 1 tecnica, 1 espirazione)

Connessione (1 molleggio, 2 tecniche, 2 espirazioni consecutive di cui una leggera ed una secca)

Lento (1 molleggio, 1 tecnica, 1 espirazione lunga)+

Stampato (1 molleggio, 1 tecnica che prevede la percussione nel pavimento, 1 espirazione)

Naturale (1 molleggio, 1 tecnica, 1 espirazione leggera)

Liberazione (1 molleggio, 1 tecnica specifica di liberazione, 1 espirazione secca)

DiMaster Dino Denei

LA TECNICA

Ho sempre parlato delle attività della nostra scuola, di principi sportivi, ho cercato di spiegare in modo semplice alcuni termini sportivi, ma non ho mai affrontato argomenti tecnici del Taekwon-Do ITF.

Ho pensato allora, che notizie curiose e brevi possano suscitare interesse, e magari facciano nascere la voglia di approfondire.

È così che ogni lunedì dedicherò un post ad una argomento tecnico.

Se hai una domanda o una curiosità da approfondire, contattami.

Iniziamo appunto dalla TECNICA

Una tecnica è il risultato del movimento di tutto il corpo, con l’applicazione della Teoria della Potenza, e non solo dello “strumento” o parte del corpo che effettivamente para o attacca.

Ogni tecnica ha un nome in coreano, pertanto per indicare una tecnica si deve seguire un “percorso logico” che descriva:

A – posizione delle gambe
B – se l’arto che para o attacca è relativo alla gamba sulla quale grava più peso, o nel caso in cui il peso sia ripartito al 50% tra le gambe, alla gamba anteriore
C – “strumento” o parte del corpo che effettivamente para o attacca
D – altezza della tecnica e direzione
E – tipo di tecnica (parata, o tipo di attacco)

Foto

Gunnun so – B Baro – C Ap joomok – D Kaunde Ap – E Jirugi

Se la tecnica è eseguita con l’arto superiore che corrisponde alla gamba dove grava più peso, questa si definisce “BARO”, altrimenti si definisce “BANDAE”. Nel caso in cui il peso sia diviso al 50% tra le gambe, è considerata come riferimento la gamba anteriore.