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DiMaster Dino Denei

La goffaggine nei bambini

Ho sempre affermato che il movimento è sinonimo di intelligenza, che fin da bambini il movimento ci permette di esplorare e quindi di conoscere.

Come Educatore Sportivo il mio compito è educare i bambini al movimento, e come Insegnante di Taekwon-Do quello di educare il bambino alle regole di comportamento.

Spesso si rivolgono a me genitori con bambini con difficoltà motorie, o con atteggiamenti insicuri.

E spesso, o quasi sempre il movimento li aiuta a liberarsi dalla loro goffaggine, e a renderli più sicuri di sé stessi.

Vi porto di seguito due piccole ricerche scientifiche pubblicate sulla rivista Developmental Medicine & Child Neurology, rispettivamente negli anni 1982 e 1991, su una campione di bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni.

La prima ricerca indica che i bambini con limitate capacità motorie avevano un rendimento scolastico più basso.

La seconda ha indicato che i bambini con problemi di coordinamento nella prima infanzia, all’età di 16 anni continuava a presentare problemi motori, aveva scarsa autostima e viveva problemi di vario tipo a scuola.

 

Concomitanze di goffaggine nei giovani scolari.

Henderson SE, Hall D – 1982

Questa prima ricerca riguarda un campione di 20 bambini, selezionati su un totale di 400, appartenenti a quattro scuole diverse, di età compresa tra i cinque e gli otto anni, non affetti da alcun disturbo neurologico, che hanno preso parte ad uno studio durato due anni, sulla “goffaggine” dei movimenti durante lo sviluppo. In seguito all’osservazione preliminare di un anno, sono stati identificati alcuni tratti come:

1) scarso coordinamento motorio per la loro età in osservazione;

2) lo scarso coordinamento motorio stava influenzando i compiti scolastici.

Le valutazioni degli insegnanti sono state quindi confrontate con quelle di un neurologo pediatrico e di uno psicologo.

Il gruppo di bambini identificati come “goffo” ha ottenuto punteggi significativamente scadenti in relazione a un gruppo di controllo su diverse misure di prestazioni motorie e ha avuto una maggiore incidenza di altri problemi educativi e sociali. L’eterogeneità del gruppo ha evidenziato la difficoltà di identificare una sindrome specifica di “goffaggine” nei bambini.

 

Goffaggine nei bambini: è possibile crescere senza? Uno studio di follow-up su bambini di 10 anni di età.

Anna Losse Sheila E. Henderson David Elliman David Hall Elizabeth Knight Marian Jongmans – 1991

Raramente è stato affrontato uno studio sui problemi di coordinamento motorio nella prima infanzia e il miglioramento con la crescita.

La ricerca riporta i risultati di uno studio di follow-up di 17 bambini, identificati dai loro insegnanti come aventi uno scarso coordinamento motorio all’età di sei anni.

Sugli stessi individui sono stati effettuate valutazioni all’età di 16 anni

I risultati scaturiti indicano che la maggior parte dei ragazzi ha ancora difficoltà con il coordinamento motorio, ha una scarsa concezione di sé e sta vivendo problemi di vario tipo a scuola. Tuttavia, ci sono differenze individuali nella misura in cui gli individui hanno imparato ad affrontare le loro continue difficoltà nel corso degli anni.

DiMaster Dino Denei

Master Dino Denei – Mi presento

Solitamente pubblico solo post inerenti la nostra associazione, ma raramente qualcuno che riguardi me stesso,
Siamo all’inizio della nuova stagione sportiva 2018 – 2019, una stagione che sarà contrassegnata dai 10 anni trascorsi nella sede di Via Riu Mortu. 78 a Monserrato, in provincia di Cagliari, ed ho pensato che sia giunto il momento di presentarmi.

Sono Dino Denei, 44 anni, Master VII Dan di Taekwon-Do ITF-FITAE.

Ho iniziato la pratica del Taekwon-Do ITF nel 1984, a 10 anni, e da subito ho capito che un giorno mi sarei dedicato all’insegnamento.

Sono diventato cintura nera nel 1987, ho partecipato alle competizioni di quegli anni, portando a casa due titoli italiani e due argenti.

Ho iniziato ad insegnare nel 1997, all’età di 23 anni.

Sono diventato Maestro IV Dan nel 2002, e infine Master VII Dan nel 2016.

Nel 2006 ho fondato l’Accademia Taekwon-Do ITF, il mio fine, oltre insegnare e diffondere il Taekwon-Do ITF, era soprattutto la formazione di nuovi insegnanti.

Ho formato diversi atleti, 13 di questi hanno vinto altri e tanti titoli europei, tanti altri atleti hanno conquistato l’oro nei campionati italiani e regionali.

Mi sono dedicato alla formazione di insegnanti, che ancora oggi sono operativi, e alcuni sono diventati a loro volta Maestri IV Dan.

Negli anni ho ideato nuovi format per rendere le competizioni più interessanti, è nata così l’Accademia Taekwon-Do Cup (la competizione ufficiale della nostra associazione), il Taekwon-Do Lab (il nostro banco prova per i nuovi format), la Team Cup (una competizione che rompe gli schemi, assortendo come compagni di squadra gli atleti di diverse associazioni).

Tempo fa ho effettuato una scelta fondamentale, dedicarmi alla mia regione, pertanto cerco di essere più attivo possibile organizzando regolarmene corsi di aggiornamento tecnico, agonistico e arbitrale, invitando Insegnati di livello internazionale e nazionale,
Contribuisco alla formazione di nuove cinture nere e Maestri sul territorio regionale.

Dal 2015 mi sono dedicato intensamente alla mia formazione, pertanto ad oggi ho maturato le qualifiche di:

– Master VII Dan Taewkon-Do ITF (International Taekwon-Do Federation)
– Arbitro Nazionale FITAE (Federazione Italiana Taekwon-Do)
– Maestro Kickboxing FIKBMS 3° grado

– 2° livello CONI
– Specializzato come Educatore Sportivo dell’età giovanile
– Unico specializzato in Sardegna nel Taekwon-Do KIDS Program (specifico per bambini dai 3 ai 7 anni)
– Specializzato in HIIT (High Intensity Interval Training)

Se hai letto sino a questo punto, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato.

DiMaster Dino Denei

SUPERCOMPENSAZIONE – Vocabolario Sportivo

Spesso i miei allievi mi chiedono “Come posso migliorare?”, la mia risposta è “RIPOSATI BENE!”

L’idea che più ci alleniamo e più miglioriamo non è del tutto corretta.

Il miglioramento delle prestazioni è legato a più fattori:

– Intensità dell’allenamento
– Recupero
– Frequenza dello stimolo allenante

Per farla semplice, quando iniziamo una seduta di allenamento, partiamo da una situazione di equilibrio (OMEOSTASI) che viene interrotta. Il fisico reagirà con degli “arrangiamenti”:
– La respirazione aumenterà il ritmo
– il cuore inizierà a battere più velocemente per portare più sangue, e quindi ossigeno ai muscoli
– diminuirà la viscosità muscolare
– potrebbe iniziare la sudorazione, per raffreddare il corpo
– tanti altri aspetti…

Ricordiamoci che se vogliamo migliorare le nostre prestazioni dobbiamo lavorare ad alta intensità, tra il 90-100% del VO2MAX (che rappresenta la quantità massima di ossigeno che un individuo è in grado di utilizzare nell’unità di tempo) magari ne possiamo parlare in un prossimo post?

In breve tempo accuseremo la stanchezza dell’allenamento, e inizieremo il recupero appena terminata la seduta.

Anche se la nostra idea è quella che più siamo stanchi, più abbiamo lavorato bene e quindi più miglioreremo, in questa fase in realtà non occorre necessariamente sentirsi stanchi, o addirittura stramazzare a terra.

Ciò che più importa è che ci siamo allenati tra il 90% e il 100% del VO2MAX, per massimo 15 minuti (RED ZONE).
Inizieremo quindi a recuperare le energie, sino a ritornare alla situazione iniziale, ovvero il livello di energie ed equilibrio pre-seduta, ma ancora non avremo ottenuto i miglioramenti.

Potremo ottenere i miglioramenti nel momento in cui riusciremo a recuperare le forze superando il punto iniziale pre-seduta.

Da non sottovalutare la Frequenza dello stimolo allenante, in quanto stimoli anche ripetuti ma troppo lontani tra loro, ci aiuteranno certamente a recuperare le forze, ma ci faranno anche perdere gli adattamenti ai quali il nostro fisico si è sottoposto, portandoci al DISALLENAMENTO, vanificando ogni nostro sforzo.

DiMaster Dino Denei

GLI EFFETTI DI UNA SETTIMANA DI TRAINING CAMP SULLE ABILITA’ MOTORIE DI BAMBINI PRATICANTI DI KARATE.

Il titolo si riferisce ad un articolo del Dicembre 2014, della rivista The Journal of Sports Medicine and Physical Fitness, a cura di Padulo J1, Chamari K, Chaabène H, Ruscello B, Maurino L, Sylos Labini P, Migliaccio GM,
il cui scopo è stato valutare gli effetti a breve termine di allenamenti specifici di karate ad alta intensità sulle abilità motorie in giovani atleti di età compresa tra 8 e 12 anni.

Sono stati selezionati settantatré bambini, che normalmente di allenavano sulla base di 3 sessioni settimanali.

I bambini sono stati divisi in due gruppi: un gruppo composto da 53 bambini ha sostenuto l’allenamento ad alta intensità (HG = 53) e gruppo composto da 20 bambini ha sostenuto l’allenamento a bassa intensità (LG = 20).

Il gruppo che ha sostenuto gli allenamenti ad alta intensità, si è allenato per 7 giorni sostenendo due sessioni al giorno (un’ora per sessione) che hanno incluso tecniche specifiche di karate e esercizi di coordinamento, equilibrio e flessibilità.
Il gruppo che si è allenato a bassa intensità, ha seguito lo stesso numero di sessioni di allenamento di karate come prima dell’inizio dello studio (cioè tre sessioni a settimana con un’ora per sessione).
I partecipanti hanno effettuato una serie di test, 24 ore prima dell’inizio del Training Camp, e al termine della settimana di allenamento, consistenti in: lancio palla medica (MBT), salto in lungo (SLJ), flessibilità articolare attiva (JM) e salti laterali / frontali (JLT).

I risultati hanno rilevato differenze significative nelle prestazioni pre e post Trainng Camp (sono state effettuate misurazioni ripetute con ANOVA).
Il gruppo HG che si è allenato ad alta intensità, ha significativamente migliorato le prestazioni su MBT del 3,23% (P <0,05), SLJ del 5,09% (P <0,001), JM dell’1,51% (P <0,001) e JLT del 21,36% (P <0,001).

Per il gruppo LG che si è allenato a bassa intensità, non sono state rilevate differenze significative tra il pre e il post-test in tutti i test di fitness.

Dal momento che Potenza Muscolare, Flessibilità e Coordinazione rappresentano le basi della componente fitness del karate, possiamo evincere che l’allenamento di karate ad alta intensità a breve termine rappresenta un metodo efficace per migliorare la potenza muscolare e la gamma di movimento (cioè la flessibilità) nei giovani atleti di karate di età compresa tra 8 e 12 anni. Saranno comunque necessari ulteriori studi per supportare questi risultati con dati più approfonditi.

DiMaster Dino Denei

TUTTI GLI ALLIEVI MERITANO LE STESSE ATTENZIONI

In oltre 20 anni di insegnamento, ho sempre pensato che tutti gli allievi fossero uguali, dalla cintura bianca iscritta oggi alla cintura nera che pratica da anni.
Nonostante sia normale instaurare un rapporto speciale con i primi allievi, piuttosto che non le cinture nere con le quali si condividono tante esperienze, credo che un nuovo allievo meriti le stesse attenzioni di un allievo praticante da anni.

DiMaster Dino Denei

LA SEDUTA DI ALLENAMENTO – Vocabolario sportivo

Curiosa domanda posta da un nuovo allievo, che mi ha chiesto “Come è organizzata una lezione?”

La risposta è stata una serie di nozioni, che mirava a far capire il perché una SEDUTA DI ALLENAMENTO fosse organizzata in una data maniera.

Ma per capire esattamente cosa ho spiegato ho dovuto semplificare i termini, certo un VOCABOLARIO SPORTIVO sarebbe stato d’aiuto

SEDUTA DI ALLENAMENTO

Nel quadro della PROGRAMMAZIONE PERIODICA, l’ultimo tassello è la seduta di allenamento, ovvero la singola lezione, che deve avere una struttura adeguata all’obiettivo preposto (sia per la seduta specifica, sia per il periodo di allenamento)

In generale all’interno di una seduta di allenamento possiamo individuare 3 fasi:

1- Riscaldamento o Warm Up, che è la fase preparatoria alla fase centrale. In questa fase predisponiamo mente e corpo a quello che sarò l’allenamento vero e proprio.

2- Fase Centrale: è il vero e proprio allenamento, la parte con la quale ci aspettiamo di raggiungere gli obiettivi preposti per la seduta\lezione.
A sua volta la possiamo dividere in parte riservata alla tecnica (solitamente per prima) e (successivamente, ma non sempre e non necessariamente) parte riservata allo sviluppo delle capacità condizionali (ecco perché servirebbe un vocabolario)

3- Defaticamento o Cool Down, che è la fase che ci riporta allo stato iniziale, ovvero alle stesse condizioni nelle quali abbiamo iniziato la seduta, e ci prepara a velocizzare e ottimizzare il processo di Supercompensazione (ancora una volta il vocabolario potrebbe essere utile)

Magari tra qualche tempo potremo parlare di un altro vocabolo?

DiMaster Dino Denei

BAMBINI – TIMIDEZZA E SPORT

Quando un genitore propone al figlio di intraprendere un’attività sportiva, può capitare che il bambino si dimostri restio per timidezza.

Il genitore, vedendo gli altri bambini effettuare l’attività sportiva divertendosi, potrebbe pensare che solo il proprio figlio sia timido, oppure che sia l’unico caso di bambino timido approdato a quella attività sportiva.

E’ naturale per un bambino dimostrarsi timido e timoroso, si avvicina ad un luogo sconosciuto, dove trova persone sconosciute, che tra i tanti aspetti costituiscono un GRUPPO, e il bambino potrebbe chiedersi se quel GRUPPO sia disposto ad accettarlo.

Nella capacità di un Educatore Sportivo di gestione della timidezza di un bambino, sta la differenza tra la nascita o meno di un nuovo sportivo.

Forse un adulto non si rende conto, ma nonostante abbia più esperienza di vita di un bambino, si comporterà allo stesso modo.

Se invitato ad una festa, non conoscendo nessuno se non l’organizzatore, un adulto inizialmente cercherà di orientarsi nel locale, e si guarderà intorno cercando di capire quale sia l’atmosfera della festa, per poi decidere se adattarsi socializzando oppure far trascorrere il tempo a sua disposizione sino a che riterrà opportuno andare via.
Certo tutto sarebbe più semplice se l’organizzatore presentasse tra loro gli invitati.

DiMaster Dino Denei

Educatore Sportivo fascia giovanile o Allenatore per bambini?

Sarebbe un po’ come scegliere tra uno studente di medicina ed un medico chirurgo, tra un contabile e un commercialista, tra una baby sitter ed un dottore in scienze dell’educazione.

La differenza sta nella formazione dell’Educatore, alla quale poi farà seguito l’esperienza.

Spesso all’inizio della carriera di un insegnante ci si dedica ai bambini, pensando erroneamente che sia più semplice insegnare loro, perché tanto sono bambini, e il movimento è comunque movimento.

Ma dal momento che i bambini sono in piena formazione fisica e mentale, gli step da seguire in relazione alla loro età sono determinanti per la formazione dell’individuo.

Dunque se dovete scegliere un allenatore per i vostri figli, assicuratevi che sia un Educatore Sportivo della Fascia Giovanile o Evolutiva, gioverà a tutti, sia ai bambini sia alla famiglia.